Migliorare il sito del Comune per innovare Firenze (5^ p.)

A conclusione della nostra analisi della città on line proponiamo l'apertura delle Reti pubbliche alla sussidiarietà dei contenuti, là dove non altrimenti gestibili che in cooperazione con la società civile

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
13 ottobre 2009 14:40
Migliorare il sito del Comune per innovare Firenze (5^ p.)

di Nicola Novelli Se è indispensabile innovare la rappresentazione che Firenze da di sé on line, per farlo non si può non cominciare da un miglioramento grafico e funzionale del sito del Comune. Nelle puntate precedenti (pubblicate nei giorni scorsi) di questa riflessione sul più importante sito fiorentino abbiamo proposto il varo di un grande progetto comunale di rete wifi per tutti i cittadini, la ristrutturazione della stessa infrastruttura comunale on line, una Unità Operativa Web che faciliti l'accesso di tutti ai contenuti e la della cogestione della Rete Civica.

Nell'ultima puntata ci occupiamo della pianificazione di un'apposito archivio digitale della creatività e della comunicazione prodotta in città (formazione, imprese, arte, società). Per un archivio digitale della creatività Quale vocazione esprime Firenze rispetto ai nuovi paradigmi della società della conoscenza? Quali sono i valori e gli ideali di vita e d’impresa, condivisi dal tessuto imprenditoriale? E’ necessario uno sguardo attento alle dinamiche sociali per riuscire a vedere oltre le bellezze rinascimentali di questa città.

Firenze è ancora capace di incantare? O solo di reprimere il cambiamento e l’evoluzione dei suoi cittadini? E' necessario mettere in connessione mondi apparentemente distanti: le istituzioni impegnate nella ridefinizione dell’esperienza culturale; le scuole e le accademie d’arte, di restauro, di comunicazione visiva, di design; le imprese di produzione, le televisioni, Internet e i nuovi media; le agenzie di comunicazione, eventi e servizi; le società di informatica; gli studi di architettura e di design, le associazioni attive sui temi della sostenibilità; i movimenti di innovazione sociale, i laboratori creativi e le culture urbane della musica, dello spettacolo e dell’arte; il mondo hi-tech imprenditoriale, che sviluppa servizi innovativi e nuove tecnologie.

Tutti sono impegnati in un processo di fermentazione creativa e di rigenerazione della dimensione contemporanea della città. Coniugano la cultura del progetto con quella digitale, la capacità di fare impresa con il lato ludico, partecipativo e sociale. Cittadini digitali capaci di guardare oltre le logiche del business, di saper vivere e godere la città, di collaborare attraverso strumenti e modelli partecipativi, sviluppare gli spazi pubblici e della Rete. Firenze può diventare una “digital town” dove impresa, informazione e innovazione si ritrovano sulla Rete.

Segnali di questa metamorfosi digitale si percepiscono tra i quartieri e gli eventi, le iniziative dei circoli e delle associazioni, le gallerie, gli incubatori d’impresa e quelli universitari, i forum e le fiere dei servizi, i percorsi del turismo di eccellenza. Stiamo assistendo ad una migrazione della città sulla Rete, per fare opinione, fare impresa, fare informazione alternativa, fare denuncia sociale, fare turismo non di massa. Valorizzando questo comune denominatore, capace di favorire l’incontro tra le istituzioni, le grandi imprese e i centri creativi, si sviluppa un nuovo modello di città.

Firenze ha bisogno di aggregare persone, progetti e imprese, diventando un punto di riferimento per una community sempre più nutrita, in cerca di soluzioni all’avanguardia. Internet sta inglobando tutti gli altri mezzi di comunicazione: la tv, la radio, le telefonia fissa e mobile, la pubblicità fino ad arrivare ai social network e ai progetti più innovativi di “crowdsourcing”, di collaborazione di massa. Sta emergendo una nuova classe creativa, capace di mettere in relazione vecchi e nuovi media, di pensare nuovi prodotti e servizi con il contributo delle persone.

Un’opportunità e un modello di sviluppo capaci di trasformare Firenze in una “città intelligente”, un grande laboratorio digitale e di proiettarla nel futuro. Per questo a conclusione della nostra analisi della città on line proponiamo l'apertura delle Reti pubbliche alla sussidiarietà dei contenuti, là dove non altrimenti gestibili che in cooperazione con la società civile. Solo un radicale cambiamento di approccio può consentire alla nostra città di migliorare l'autorappresentazione che propone di se on line.

Il contributo delle scuole sarebbe fondamentale. Potrebbero svolgere il lavoro di messa in rete delle pagine, dietro assistenza di un responsabile comunale, interfaccia con la rete civica. Questa realizzazione faciliterebbe anche il lavoro degli Uffici comunali che si ritroveranno alleggeriti delle loro incombenze.

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